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Home Il diario di bordo Report escursioni 2019 Rifugio Scarpa - Col di Luna
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RIFUGIO SCARPA - COL DI LUNA

DEL 23/24 FEBBRAIO 2019

Partecipanti:

Totali 12 di cui 11 soci.

Carissimi amici Soldanelli… eccoci, per raccontarvi della due giorni al rifugio Scarpa.

Siamo partiti di primo pomeriggio e siamo arrivati a Frassenè dove abbiamo parcheggiato le auto. Come al solito, per qualche amica, lo zaino non è mai abbastanza capiente, così da dover appendere le ciabattine rosa, complete di un’intonata coroncina pelosa, all'esterno. Nulla di importante, certo, ma in qualcuno ciò ha suscitato sinceri sentimenti di invidia. Saliamo con calma verso il rifugio, soffermandoci nei punti più panoramici per ammirare le cime che ci circondano e che, allo scemare della luce, si tingono di una delicatissima luce rosea. E’ un meraviglioso tramonto che si può ammirare solo in questi luoghi e a queste altitudini. Ormai siamo in vista del rifugio Scarpa, ancora un ultimo sforzo in salita e ci siamo. Ad accoglierci troviamo Marco uno nuovi gestori del rifugio. La camerata dove dormiremo si riempie in pochi secondi e, sin da subito, si percepisce che lo spazio per gli zaini non abbonda, nulla di nuovo per chi frequenta i rifugi, ma qui stiamo veramente stretti. Perciò provvediamo ad ammassarne una buona parte all’esterno, nel pianerottolo antistante la camera. Verso le sette ceniamo, bene e abbondantemente, lasciando sfilare il tempo tra una forchettata di pasta e una pagaiata di minestrone, tra risate e battute, con tutta la tranquillità che tale evento esige. Dopo cena la compagnia si divide in due gruppi. Il primo, composto dai più prestanti e convinti, esce per ammirare, dal vicino cimotto, lo splendido cielo stellato, riuscendo anche ad intravedere la filante scia di qualche stella cadente (ma probabilmente aiutato dall’effetto secondario della buonissima grappa al cumino). Sotto di noi il paese di Frassenè e più il là, sotto una velata cappa di un color arancione, brillante come un presepe, la conca agordina. L'altro gruppo si imbarca intanto in una serie di partite a carte dove la Pierina lascia tutti sbalorditi, con travolgenti giocate al limite dell’impossibile… stracciando gli avversari e appallottolandoli come carta igienica. E’ tardi, ci infiliamo nei sacchi letto… la notte come di consueto si profila assai rumorosa (una batteria di taglialegna e relative motoseghe di buon livello). Adesso i tappi per le orecchie risultano indispensabili, l’effetto è quasi miracoloso.


SECONDO GIORNO - Al mattino, dopo la foto di gruppo con la bandiera partiamo per conquistare il Col di Luna, il tempo è sereno e la visuale perfetta. Il sole, col suo tepore mattutino, ci coccola lungo il sentiero che, in leggera discesa, ci conduce verso Malga Luna. Il gruppo compatto, si snoda come un serpentone, evitando con lievi acrobazie i pini caduti sul sentiero…… ma nulla di insormontabile per i Soldanelli. L’ultimo traverso e arriviamo, con qualche borbottio (tipo pentola che bolle sul fuoco) dalle retrovie, alla forcella Passo del Col di Luna da dove, percorrendo la dorsale, puntiamo all’omonima cima. Mancano pochi metri all’agognata meta ma, ahimè, l’ultimo traverso che conduce alla cima è coperto con neve molto, troppo ghiacciata; troppo pericoloso proseguire. Così, da bravo e disciplinato escursionista, il capogita decide che “questa è la cima” ed è più saggio fermarsi lì. Di certo questa è la scelta più corretta per la nostra sicurezza. Qui facciamo la consueta foto di vetta. Dopo aver fotografato fino all’esaurimento completo dei rullini ed esserci soffermati ad ammirare il grandioso panorama, paghi e soddisfatti, rientriamo a valle ripercorrendo la via dell’andata, cedendo il testimone ad un numeroso gruppo del CAI che sale arrancando. A proposito…. Le ciabatte rosa sono rimaste al rifugio… qualcuno mormorava che piacevano tanto al gestore!!!

Walter & Daniele